VARICOCELE

Nel corso di questo secolo molti sono stati gli Autori che si sono dedicati allo studio del varicocele e molte sono state le definizioni formulate per questa frequente patologia andrologica. In occasione dell'ultimo congresso della Società Italiana di Andrologia (Roma ottobre 97) è stata proposta una moderna dizione per definire il varicocele che riportiamo: "il varicocele è una situazione patologica causata da un'alterazione del drenaggio venoso del testicolo con conseguente comparsa di varici del plesso pampiniforme". Il plesso pampiniforme è l'insieme delle numerose vene che circondano il testicolo all'interno dello scroto. Viene comunemente suddiviso in una porzione anteriore e in una posteriore. Queste vene via via si anastomizzano tra loro a formare rami venosi più grandi: la vena spermatia interna (una o più) decorre all'interno del funicolo spermatico che abbandona appena superato l'anello inguinale interno e da qui, adagiata sulla faccia posteriore del peritoneo, sbocca nella vena renale a sinistra o nella vena cava a destra; altre vene che decorrono più in basso, a livello immediatamente extrascrotale, sfociando nelle vene safena, femorale, epigastrica inferiore o iliaca esterna di ciascun lato. Questa breve descrizione anatomica è fondamentale per comprendere a pieno i vari tipi di intervento chirurgico di correzione del varicocele come più avanti descritto.
EPIDEMIOLOGIA
Il varicocele è la più frequente causa di ipofertilità e infertilità maschile chirurgicamente curabile, Gli studi epidemiologici sull'incidenza del varicocele dopo i 15 anni di età mostrano valori compresi tra il 15 e il 25% (1 uomo su 4 è affetto da varicocele!!! e nel 1995 in Italia sono stati eseguiti solo 16.000 interventi). Le nuove tendenze cliniche indicano che il varicocele è una malattia che si sviluppa precocemente e che determina un danno progressivo al testicolo sia a livello anatomico che a livello funzionale. Ciò significa che il perdurare dell'insulto patologico al testicolo, dovuto al difetto di drenaggio venoso, a lungo andare determina una alterazione della struttura propria di questo e un danno alla produzione degli spermatozoi con il risultato di una ipofertilità ingravescente fino ai quadri di sterilità per azoospermia (assenza di spermatozoi nel liquido seminale). Allo stato attuale delle nostre conoscenze il meccanismo patogenetico che determina questi fenomeni sembra ancora essere quello dell'ipertemia. Il reflusso di sangue venoso a temperatura più elevata (quella addominale) fa aumetare la temperatura intratesticolare con conseguente danno cellulare alle strutture proprie del testicolo, sia a carico delle cellule endocrine che di quelle della linea spermiogenetica. Tutto questo sottolinea con forza la necessità di diagnosticare precocemente il varicocele, in età pediatrica o nell'adolescenza, visto che l'analisi istopatologica dei testicoli portatori di varicocele eseguita su soggetti adulti dimostra danni irreversibili non modificabili con la correzione chirurgica. Infatti il danno testicolare si comincia a manifestare alla prima pubertà per proseguire con un andamento ingravescente negli anni fino a giungere, appunto, ad una condizione di irreversibilità. Sono quindi i medici scolastici, i medici sportivi e i pediatri di base che devono porre diagnosi o sospetto di diagnosi ed inviare all'uro-andrologo per la valutazione e la eventuale indicazione chirurgica. I danni a carico del testicolo con varicocele sono meno gravi nell'adolescenza e la correzione chirurgica conduce ad un recupero della morfologia e della funzione testicolare se operata nell'adolescenza.
SINTOMATOLOGIA E DECORSO
Nella maggior parte dei casi il varicocele esordisce e decorre in maniera asintomatica. Nei casi accompagnati da sintomatologia essa è modesta e caratterizzata da senso di peso inguinoscrotale, dal lato interessato, alla prolungata stazione eretta o dopo sforzi fisici. A questo proposito va ricordato come il varicocele primitivo sia quasi totalmente a carico del plesso psmpiniforme di sinistra. In altri casi, specialmente nei giovani-adulti, il varicocele viene diagnosticato in corso di accertamenti clinici eseguiti per una infertilità di coppia. Varie sono le classificazioni del varicocele. Di queste noi citiamo quella di Dubin e Amelar del 1970 in quanto basata su dati obiettivi di facile riscontro. Varicocele subclinico: non obiettivabile ma riscontrabile solo con indagini strumentali; grado I: varicocele evidenziabile solo alla manovra di Valsalva (soffiare contro il palmo della mano che si oppone alle labbra); grado II: evidenziabile alla palpazione senza bisogno della manovra di Valsalva; grado III: evidenziabile alla vista in quanto la dilatazione venosa provoca un evidente sprofilamento dell'emiscroto. Va comunque ricordato che ogni classificazione obiettiva del varicocele, pur utile sul piano clinico, non ha nessuna correlazione col grado di danno presente nè con il possibile miglioramento dopo correzione. Altro elemento frequentemente (circa 40% dei casi) riscontrato nei pazienti con varicocele è la ipotrofia del testicolo. Essa può essere valutata mediante dei misuratori (orchidometri) o, più precisamnete, mediante ecografia scrotale elemento diagnostico irrinunciabile, specie nei ragazzi molto giovani per i quali può essere difficoltoso eseguire uno spermiogramma..
DIAGNOSI
Va posta il più precocemente possibile. Oggi però la maggior parte dei varicoceli viene diagnosticata alla visita di leva e cioè 3-4 anni più tardi rispetto alla reale insorgenza della malattia. La diagnosi di varicocele si basa su due esami fondamentali che vanno eseguiti dopo la visita specialistica preliminare:il doppler dei vasi spermatici che rappresenta l'unico sicuro mezzo tecnico per evidenziare il reflusso venoso, condizione necessaria per definire il varicocelee lo spermiogramma, ovvero l'analisi quantitativa e qualitativa dello sperma. Dicevamo che il doppler è l'esame fondamentale per poter diagnosticare il varicocele infatti l'ecografia testicolare può, oltre che misurare i volumi testicolari, mostrare una dilatazione del plesso pampiniforme che però, senza il rilievo doppler del reflusso venoso, non è condizione di varicocele. Oggi, a tale proposito, la sempre maggiore diffusione dell'eco-color-doppler ha risolto questi problemi eseguendo i due esami allo stesso tempo. Altri esami ( scintigrafia,termografia,ecc) possono essere utili nell'approfondimento diagnostico di tale patologia ma devono essere prescritti dallo specialista per situazioni singolarmente particolari
TERAPIA
La terapia del varicocele è esclusivamente chirurgica.
E' noto che il varicocele è una di quelle patologie, corregibili chirurgicamente, che nel corso dei secoli sono state oggetto di un enorme numero di opzioni chirurgiche. Gli specialisti, in base alla loro esperienza, propongono vari tipi di intervento che variano tra loro per modalità di esecuzione, tipo di anestesia, durata del ricovero, ecc. Invece abbastanza omogenee, fra le varie tecniche, sono le persistenze della malattia dopo la correzione (insuccessi). Queste oscillano tra il 10 e il 20% dei casi.(riportiamo le più diffuse tecniche come elencate dal gruppo di studio per il varicocele della Società Italiana di Andrologia. Richiedete i dettagli via e-mail)
LE TECNICHE CHIRURGICHE:
- Legature soprainguinali o retroperitoneali: secondo Branco Ribeiro, sec. Ivanissevich, sec. Palomo.
- Legatura inguinale
- Legatura subinguinale
- Microchirurgia: sec. Ishigami, sec.Belgrano
- Legature in videolaparoscopia
- Legatura e sclerotizzazione
LE TECNICHE PERCUTANEE (sclerotizzazione o embolizzazione)
- Transfemorale
- Transbrachiale
- Transgiugulare
La terapia medica si attua in quei casi nei quali il controllo a distanza di tre mesi dall'intervento mostra assenza di reflusso al doppler (successo chirurgico) con oligospermia (basso numero di spermatozoi nel liquido seminale). In questi casi è fondamentale stimolare farmacologicamente il testicolo affinchè produca un maggior numero di spermatozoi (ripresa funzionale) mediante autosomministrazione sottocutanea di ormone follicolostimolante, (FSH, ormone naturalmente preposto alla stimolazione della spermatogenesi) altamente purificato.
Tale procedura va eseguita sotto stretto controllo specialistico. La posologia varia per ogni singolo caso in applicazione di protocolli standardizzati internazionali. Questo farmaco è preparato in fiale per iniezione sottocutanea da 75 IU e viene prescritto per autosomministrazione alla dose di 1 fiala tutti i giorni o 2 fiale a giorni alterni per 90 giorni. I risultati di questo trattamento sono ottimi con ripresa funzionale e normospermia nella quasi totalità dei pazienti trattati.

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