DEFICIT ERETTIVI

I deficit erettivi, ossia i disturbi della erezione, possono colpire uomini giovani come uomini maturi perché riconoscono cause psicologiche ed organiche. Solo un loro accurato inquadramento può portare ad una valutazione della prevalenza dell'una o dell' altra di queste due componenti.

La componente psicologica ( legata ad insicurezze, a presunte inadeguatezze, a disordini relazionali, a problematiche di coppia ...) riconosce solitamente una genesi improvvisa ed è prevalente nella giovane età; può anche, però, aggravare il quadro di una impotenza su base organica complicandone il quadro e finendo in una condizione di automantenimento del disturbo.

Esistono forme di deficit erettivo parziale o totale, a seconda dell' intensità del disturbo, forme transitorie o permanenti a seconda della percentuale di rapporti in cui il deficit interviene o la periodicità con cui si manifesta, esistono forme assolute, che praticamente caratterizza una condizione di impotenza interessante ogni rapporto intrattenuto oppure forme relative che sono presenti solo in circostanze particolari legate a partners o a situazioni e condizioni di rapporto senza presentarsi invece fuori da quelle situazioni o con altre partners. I casi relativi o transitori sono maggiormente diffusi tra le forme di tipo psicologiche mentre le forme persistenti e assolute sono più propriamente tipiche delle forme organiche, anche se tale suddivisione sembra sempre meno rispondente alla realtà dei casi emergenti.

La componente organica solitamente introduce il sintomo in modo graduale dopo un periodo più o meno lungo di difficoltà sempre crescenti. Si può trattare in questo caso di patologie legate alla circolazione del sangue, a disordini ormonali, a condizioni fisiche generali compromesse da patologie collaterali, da effetto farmacologico secondario di terapie in atto per altre patologie, da metaboliche come diabete, gotta, ipercolesterolemie ecc.

Proprio la possibilità che queste due componenti possano insieme concorrere a sostenere la difficoltà erettiva deve far intuire quanto complessa sia tale materia e quanto sia utile ed opportuno rivolgersi a personale specializzato in grado di affrontare con esperienza e con la dovuta competenza sia la componente psicologica che quella organica.

In questi casi rivolgersi a professionisti meno scrupolosi che propongono soluzioni miracolistiche attraverso terapie rapide ed uguali per tutti significa concedersi una illusione destinata in breve termine a lasciare il posto ad una ben più deprimente frustrazione e senso di irrimediabilità..

Occorre invece trattare la propria funzione sessuale con la dignità che meritano le cose serie concedendole i tempi e la gradualità che la situazione richiede per costruire una soluzione che sia significativa e duratura e attraverso essa si rinforzi il senso di fiducia in sé e il proprio orgoglio maschile prenda coscienza che si sta raggiungendo un successo vero e non fittiziamente legato a farmaci. Oggi questo obiettivo è alla nostra portata per cui è sempre più vero che UNA GIUSTA DIAGNOSI SUGGERISCE LA GIUSTA TERAPIA.

Difetti ejaculatori

L'ejaculazione è il momento che nell'uomo, solitamente, viene associato al momento orgasmico, all'acme del piacere e della soddisfazione sessuale. Per alcuni uomini, infatti, non è così perché hanno la sensazione che l'ejaculazione "scappi", non la si riesca a controllare e ne consegue un sordo senso di inadeguatezza, una insoddisfazione frustrante che offusca il piacere orgasmico della conclusione sessuale.

La tipica condizione che si verifica in questi casi è quella di non saper trattenere lo stimolo ejaculatorio a causa di una perdita di lucidità (e quindi controllo) delle proprie sensazioni : insomma dinanzi a sensazioni fisiche intense la psiche non riesce a tenere a freno le proprie reazioni e dà il via alla reazione finale senza mettere in atto una gradualità di reazioni adeguate alla gradualità degli stimoli. La fantasia erotica, la inesperienza, il forte desiderio, l'eccessiva distanza fra i rapporti, la passionalità del carattere, un atteggiamento esageratamente efficientista ed iperattivo, una tendenza alla frettolosità sostenuta dall'ansia, concezioni ancestrali legate al permesso e al proibito, impostazioni culturali di tipo maschilista dominante sono tutti cofattori che non permettono l'acquisizione e la messa in atto di modalità di rapporto sessuale che aiutino a modulare la risposta agli stimoli sessuali e alle pulsioni fisiologicamente correlate con le pratiche amorose di un rapporto sessuale.

Esiste una ejaculazione precoce di tipo assoluto, che praticamente caratterizza, sin dai primi rapporti, tutta la vita sessuale di un uomo ed una ejaculazione precoce relativa che interviene in circostanze particolari legata a partners o a situazioni e condizioni di rapporto ma non esiste fuori da quelle situazioni o con altre partners.

Tale condizione va sotto il nome di EJACULAZIONE PRECOCE ed è una condizione tipicamente sostenuta da problematiche psicologiche e, come tale, va trattata con terapie adeguate come la terapia comportamentale di coppia, la consulenza psico-sessuologica la ipnosi , ecc.

Esistono uomini che però hanno anche il disturbo inverso, cioè che non riescono ad ottenere da se stessi una concentrazione tale (perché ce ne mettono troppa o troppo poca) da permettergli di concludere il proprio rapporto sessuale con una benefica e risolutiva emissione del liquido seminale (il liquido della vita). Tale disturbo che viene definito EJACULAZIONE RITARDATA è sostenuto da difficoltà di natura psicologica di rapporto con l'altro sesso o di rapporto con se stessi in relazione agli e che si riconoscono in storie ben riconoscibili in tal senso nella vita del paziente.

Spesso la componente psicologica che sta alla base di tale problema è legata proprio alla difficoltà di dare, di concedere qualcosa di proprio, di intimo ad un' altra persona, sia essa stessa la partner amata e desiderata. Altre volte alla base del disturbo può trovarsi una avversione o una paura della procreazione che potrebbe derivare da quell'atto sessuale o altre problematiche ancora.
Tale disfunzione è ben risolvibile con terapie di coppia o ipnosi o rilassamento profondo o estinzione sistemica dell'ansia proprio perché di fatto sono sostenute da uno stato di ansia più o meno nascosto che, se anche non presente fin dall'inizio, quasi sempre giunge ben presto a completare il quadro clinico. La situazione lasciata a se stessa senza intervenire precocemente rischia di aggravarsi anche a causa della ignoranza che, solitamente, entrambi i partners hanno sull' argomento e che sostiene paure, sospetti o cattive interpretazioni del quadro clinico.

L ' EJACULAZIONE RETROGRADA è un' altra delle tante problematiche legate alla parte finale del rapporto sessuale e consiste nella percezione di non espulsione dello sperma. E' causata spesso da disturbi organici della conduzione dello stimolo nervoso con conseguente compromissione della sincronia degli sfinteri genito-urinari così che le aperture e le chiusure degli stessi non consentono la normale propulsione dello sperma in avanti (ma addirittura all'indietro) lungo l'uretra (che è il canale interno del pene).

Solitamente è causata da polineuropatie tra cui fa spicco quella diabetica.

Disturbi del desiderio sessuale

Situazioni psichiche di particolare sconvolgimento emotivo, condizioni di depressione particolarmente pronunciata, patologie compromissorie dei tassi testosteronici o androgeni (sia per uomini che per donne) comportano una riduzione del desiderio sessuale.

Il desiderio sessuale è strettamente determinato dagli ormoni mascolinizzanti (testosterone e androgeni) sia nell'uomo che nella donna, quindi patologie di tali ormoni sono fortemente deprivanti della spinta sessuale, la cosiddetta libido.
Numerosi studi ormai hanno dimostrato che situazioni psicologiche caratterizzate da intensi turbamenti psicologici, dall'abbattimento del tono dell'umore, della tensione attiva, dalla spinta a fare (come nel tipico caso di un lutto, di una forte e prolungata preoccupazione o depressione, per situazioni di estrema ambascia, prostrazione) inducono una riduzione degli ormoni sessuali collegati alla libido e attraverso ciò impoveriscono il desiderio sessuale ed abbattono la spinta sessuale e il livello stesso della resa nell'atto sessuale.

Attraverso uno studio endocrino e psicologico del soggetto ed attraverso un doppio approccio di tali componenti si riesce a sostenere il paziente a fargli recuperare un tono adeguato alla ripresa dell'attività e ad incrementare il livello di rendimento della prestazione: tutti parametri che si autoesaltano e che permettono al paziente di superare la fase critica.

Nelle situazioni invece di tipo organico (benché estremamente esigue) la diagnosi corretta permette al paziente di giungere in tempo utile alla diagnosi, tenendo conto che a volte questi sintomi costituiscono una spia di situazioni sistemiche anche serie.

Anorgasmia

La condizione di mancato raggiungimento dell'orgasmo da parte della donna va sotto il nome di anorgasmia. Tale condizione affligge più donne di quanto non si pensi benché alla donna vada riconosciuta una capacità di "godere" di un atto sessuale con una partecipazione fatta di ritorni appaganti che vanno ben oltre la espressione esclusivamente fisica del piacere.

Nonostante ciò molte donne non trovano in amore, per causa loro o del partner (anorgasmia assoluta o relativa), la giusta condizione psico-fisica preparatoria del picco orgasmico (ricordiamo che la donna a differenza dell'uomo è pluriorgasmica cioè in grado di provare ripetutamente sensazioni orgasmiche)
La evoluzione socio-culturale che in questo ultimo quarto di secolo ha visto la donna assurgere ad un ruolo di protagonista nella storia sessuale e affettiva della coppia ha contribuito ad una sua presa di coscienza delle proprie potenzialità creando i presupposti per rivendicare il diritto alla completezza del ruolo femminile anche in amore.

Da una parte questa crescita ha posto in difficoltà anche l'uomo che oggi si sente più spesso in dovere di "soddisfare" le necessità della donna smascherando anche in questo un tipico atteggiamento mentale maschilista; .dall'altra parte ha permesso anche alla donna di prendere atto di situazioni di disagio, spesso legate all'ansia, al non abbandono, alla incapacità di vivere serenamente il proprio ruolo (paura di doverlo vivere per forza ma anche paura di non riuscire a viverlo) di donna, di amante, di componente sessuata del nucleo familiare, di componente sessuata della coppia.

Tutte queste problematiche risentono di un approccio terapeutico di tipo consulenziale, psicoterapeutico singolo e di coppia, della ipnosi o del rilassamento profondo.

Induratio penis plastica

L’ Induratio Penis Plastica è una rara patologia degenerativa dei corpi cavernosi del pene con formazione di placche connettivali lungo il decorso del corpo stesso. Tali placche sono la conseguenza di un processo degenerativo del tessuto cavernoso causato, con molta probabilità, da una stato infiammatorio dei piccoli vasi dello stesso corpo ( vasculite) la cui genesi non è ancora del tutto conosciuta. I corpi cavernosi hanno notevoli proprietà irrigue ed elastiche che permettono di inondarsi di sangue ed estendersi in erezione, per cui la formazione di queste placche di fatto determina la sostituzione di tale tessuto specifico con tessuto cicatriziale che comporta una perdita parziale di funzionalità ( ridotta capacità erettiva in termini di rapidità e di consistenza ) di vario grado e livello e, in fase avanzata una deformazione del pene in erezione che appare deviato da una parte anche così limitando la propria potenzialità coitale.

Solitamente dallo specialista il paziente arriva quando purtroppo si è instaurata la deformazione il che comporta sempre una ridotta potenzialità di successo della terapia, mentre invece se arrivasse ai primi sintomi che sono però così aspecifici da non indurre più di tanto attenzione al problema sia da parte del paziente che del proprio medico di famiglia, le potenzialità terapeutiche sarebbero pressoché totali. I primi sintomi sono parestesie ( alterata sensibilità ) dolori diffusi lungo l’asta , per poi progredire verso una limitazione della funzionalità e, se non si interviene opportunamente, entro qualche anno si può giungere alla deformazione franca in fase erettiva.

La diagnosi solitamente si basa, in fase iniziale sulla esperienza del medico specialista del settore, in fase conclamata nel reperto di placche cicatriziali alla ecografia.

La terapia si avvale di un supporto medico farmacologico generale e di una terapia fisica locale fatta di applicazione ( non meno di 50 continuative e sequenziali con cadenza due volte alla settimana per 25 settimane ) di ionoferesi e correnti diadinamiche, ultrasuonoterapia e laserterapia. I successi sul dolore sono pressoché immediati mentre la deformazione è quella che risente di meno della terapia anche se non mancano anche successi eclatanti con una restitutio ad integrum di grande effetto: il tutto dipende dal livello di compromissione e di estensione delle placche e dalla risposta individuale.

Disagi di coppia

Si intendono con questa espressione quelle condizioni che si vengono a creare nell'ambito della coppia a causa di una difficoltà che uno o entrambi i componenti la coppia vivono nel relazionarsi fra loro. Le cause possono essere intrinseche alla coppia (cioè causate dal rapporto affettivo fra i due) oppure estrinseche 8 cioè scatenate da cause esterne alla coppia: figli, genitori, lavoro, scelte di vita ecc.

I conflitti che la coppia vive sono comunque sostenuti da una cattiva comunicazione verbale o gestuale che coinvolge la sfera relazionale affettiva e non. Questa comunicazione difficoltosa può essere nata con la coppia o instauratasi successivamente in modo brusco o, più spesso, graduale. In questo caso attraverso un crescente distanziamento affettivo e comunicativo che, negli anni, riduce lentamente i punti di contatto e di unione tra i due partners ci si ritrova a non riconoscersi più in sintonia ed a condividere atteggiamenti, comportamenti,scelte ...

Una coppia in questa condizione raggiunge un disinteresse anche sessuale che prima o poi la spinge a fare un esame di come sta scivolando via la propria vita comune. Spesso tale riflessione la spinge dal sessuologo o dallo psicologo a seconda se la difficoltà ha una valenza anche di difficoltà fisica di uno dei due partner oppure la difficoltà è solo di ordine psicologico.

Importante che questi stai non vengano sottostimati e non considerati perché hanno in essi il germe della rottura della potenziale divisione dei due: se , e fino a quando, nella coppia esiste la fiammella del desiderio di scegliersi, di volersi, di desiderarsi occorre mettere un freno ed affidarsi a chi può indicare come riprendersi, come superare il disagio e così sostenere l'inversione di rotta verso un riavvicinamento e la condivisione.

Anni di esperienza in questo campo ci spingono a dire che, in questo ambito come non mai, il recupero precoce della situazione è in grado di ridurre sensibilmente i tempi di soluzione, evitare drammatiche conseguenze come l'innamoramento extracoppia, e ottenere un ripristino di relazioni di coppia spesso ancor più consapevoli e convinte di quelle di partenza.

Trattamenti

I trattamenti che noi utilizziamo sono in funzione della diagnosi e della indicazione specifica suggerita dal caso; variano da quello farmacologico (deficit erettivi neurologici, endocrini, vascolari), ad applicazioni locali di terapia fisica e laser (nella IPP), ai trattamenti psicologici delle condizioni psicosessuali (disturbi ejaculatori, anorgasmie, vaginismi, disagi di coppia, ecc.). In questo ultimo caso i trattamenti sono i seguenti:

  • TECNICHE di RILASSAMENTO
  • IPNOSI
  • TECNICHE di ESTINZIONE GRADUALE o SISTEMICA dell'ANSIA
  • TERAPIA COMPORTAMENTALE DI COPPIA
  • CONSULENZA SESSUOLGICA

Scarica Testo                  Indietro