ECCESSIVO SANGUINAMENTO UTERINO - MENORRAGIA
Siete soggette ad eccessive perdite nel corso del ciclo mestruale o, in termine medicale, menorragia? Queste informazioni potranno diventarvi utili.Il vostro dottore dovrebbe eseguire un’approfondita visita medica per diagnosticare le cause della menorragia. Dopo ciò, vi potranno essere sottoposte diverse soluzioni per affrontare e risolvere il problema.
Quali sono le possibili soluzioni
nel trattamento della monorragia?
Terapia farmacologica
Generalmente è la soluzione più consigliata come primo intervento e
consiste nella somministrazione di ormoni. Esistono diversi tipi di ormoni da
impiegare in varie forme e dosi (pasticche, cerotti, dispositivi ormonali
intrauterini). Anche se questo tipo di terapia può essere utilizzata in modo
continuo fino al raggiungimento dello stato di menopausa, alcune pazienti
potrebbero essere soggette a fenomeni collaterali di frequente associati a
questo tipo di terapia, quali tendenze depressive, aumenti di peso, altro.
Talvolta questa soluzione può essere risolutiva ma, nella maggioranza dei casi,
l’inefficacia dei farmaci prescritti porta all’intervento chirurgico.
D & C (raschiamento)
La dilatazione e il curettage sono una procedura che prevede l’asportazione
dell’endometrio e può ridurre in molti casi l’eccessivo sanguinamento nel
corso del ciclo mestruale. Tale tecnica viene comunemente eseguita, anche se il
problema menorragia potrebbe riproporsi. I medici sono concordi nel dire che non
è una soluzione definitiva, ma può essere utilizzata per il prelievo di
campioni di endometrio da analizzare.
Isterectomia
Consiste in un intervento chirurgico della durata di un’ora circa, che prevede
l’asportazione dell’utero. Esso è considerato una soluzione definitiva del
problema, ma è anche definito come un’importante intervento chirurgico. La
permanenza in ospedale è di circa 5 giorni con una convalescenza da 6 settimane
a 4 mesi circa, secondo le condizioni fisiche della paziente. A parte la lunga
convalescenza il medico potrà illustrarvi ampiamente tutti i rischi associati
ad interventi chirurgici di questo tipo.
Molti studi hanno messo in evidenza problemi post-operatori di depressione,
disfunzioni psico-sessuali e vari effetti collaterali.
Ablazione
Un terzo metodo, definito "ablazione", prevede la distensione dell’utero
mediante l’immissione di liquido. Il ginecologo utilizza un dispositivo all’interno
dell’utero per vedere quali punti devono essere bruciati o tolti per fermare
il sanguinamento. Tale procedura, oltre a richiedere un’alta capacità
professionale, comporta dei rischi che possono nascere da un eccessivo
assorbimento da parte dell’utero di fluido, o da possibili danneggiamenti dell’utero
stesso.
Cavaterm
Questo metodo è considerato la più moderna e rivoluzionaria soluzione del
problema. E’ una tecnica mininvasiva, che offre, in modo semplice e sicuro, la
cura a lungo termine della menorragia. Il tutto senza complicazioni o effetti
collaterali.
Come funziona il Cavaterm?
La cervice viene dilatata fino a 9 mm.
Il Cavaterm consiste in un catetere a cui è applicato un palloncino gonfiabile
che viene introdotto nella cavità uterina.
Il palloncino, una volta introdotto, viene gonfiato utilizzando un liquido
sterile, fino ad adattarsi completamente alla superficie interna dell’utero.
Il liquido viene riscaldato in modo omogeneo attraverso un sistema di
autoregolazione brevettato, Soft Heat che, con la massima sicurezza, consente di
far raggiungere alla superficie del palloncino la temperatura necessaria per il
trattamento e fermare il sanguinamento.
Da quanto tempo è utilizzato il
Cavaterm?
I trattamenti sono cominciati nel 1993, con risultati eccellenti. Attualmente il
prodotto è commercializzato in tutta l’Europa.
Esiti sulle pazienti
Nel 97% dei casi studi approfonditi hanno dimostrato la piena soddisfazione
delle pazienti sui risultati ottenuti.
Cosa posso aspettarmi dall’utilizzo
del Cavaterm?
L’obbiettivo è quello di ridurre il sanguinamento eccessivo durante il
periodo mestruale. Generalmente si raggiunge questo risultato tre mesi dopo il
trattamento. Per alcune pazienti si è rilevata l’interruzione totale delle
mestruazioni anche se non si è ancora in menopausa. Grazie al consiglio dell’anestesista,
si può ricorrere ad anestesie totali o parziali. Il trattamento prevede in
genere una dilatazione e spesso un curettage. Il trattamento dura 15 minuti. Nel
caso di anestesia locale, potreste essere soggette a temporanee tensioni o
crampi. Tra le 2 e le 4 ore dopo il trattamento, insorgeranno dolori di tipo
mestruale, che potranno essere facilmente attenuati con normali antidolorifici.
Si viene dimessi lo stesso giorno del trattamento. Il trattamento non prevede il
ricovero ospedaliero ma, pur potendo riprendere le normali attività lo stesso
giorno, è consigliabile prendere 24 ore di riposo. Nelle 6 settimane successive
al trattamento, sono previste perdite vaginali contenute, mentre 2 settimane
dopo potranno aversi perdite consistenti della durata di 2/3 giorni. Tutto
questo non deve preoccupare in quanto è da considerare parte di un graduale
processo di stabilizzazione. Sono da evitare bagni e rapporti sessuali per 2
settimane dopo l’intervento. Inoltre è sconsigliato l’uso di tamponi onde
evitare l’insorgere di infezioni. Il Cavaterm non interferisce con la
produzione ormonale. Il Cavaterm, distruggendo l’endometrio,
non può essere impiegato nel caso in cui la donna desideri avere ulteriori
maternità. L’utilizzo del Cavaterm peraltro non garantisce la sterilità
completa. Si consiglia, quindi, l’uso di contraccettivi per evitare altre
maternità