Radicali liberi Colesterolo
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E' uno sterolo di esclusiva
origine animale ed è il più rappresentato nell'organismo umano. E'
essenziale per la stabilità delle membrane e per il trasporto
transmembrana, costituisce il precursore degli ormoni surrenalici (idrocortisone
ed oldosterone), degli ormoni sessuali (androgeni, estrogeni e
progestinici) e degli acidi biliari ed esercita un ruolo importante nella
costituzione delle lipoproteine deputate al trasporto dei lipidi nel
sangue. Il colesterolo è perciò indispensabile per l'organismo il quale,
in caso di una insufficiente introduzione alimentare, provvede ad una
neosintesi endogena, prevalentemente a livello epatico.
La sua eliminazione avviene attraverso le vie biliari dove viene escreto come tale o dopo trasformazione in acidi biliari. Il colesterolo e gli acidi biliari vengono però in parte riassorbiti per ritornare al fegato realizzando una continua circolazione entero-epatica. Nel fegato, il colesterolo alimentare ,
unitamente a quello neosintetizzato, può seguire tre destinazioni: Della quota escreta nell'intestino il 50% circa viene allontanata come steroli fecali, mentre il resto ritorna al fegato tramite il circolo entero-epatico. In questa sede, se la quantità è elevata, esercita una azione inibitoria sull'enzima HMG-CoA-reduttasi (enzima limitante la biosintesi endogena), se invece la quantità è moderata, non si verifica nessuna azione inibitoria e viene sintetizzata una maggiore quantità di colesterolo. Esiste pertanto un meccanismo di feed- back negativo in base al quale la sintesi endogena aumenta in caso di scarso apporto esogeno e diminuisce in caso di elevato apporto esogeno onde mantenere costante il livello nelle cellule epatiche. Il fabbisogno di colesterolo nell'uomo viene stimato intorno a 300 mg/die. Normalmente l'uomo occidentale ne introduce una quantità oscillante tra i 600 ed i 1.000 mg/die, ma il suo effettivo assorbimento è limitato al 50% fino alla dose di 500mg per scendere al 35% oltre questa cifra. Un eccesso alimentare di colesterolo, nonostante il descritto meccanismo di feed-back, conduce inevitabilmente ad un aumento dei suoi livelli plasmatici; tuttavia, come vedremo più avanti, detti livelli sono prevalentemente regolati dalla struttura degli acidi grassi, nel senso che gli acidi grassi saturi ne determinano un innalzamento, mentre, al contrario, gli acidi grassi insaturi ne determinano una riduzione. |