Attività

                    In campo legislativo

Promozione di leggi nazionali e regionali a favore della donna, dei minori e della famiglia, Campagna contro la prostituzione Sportello informafamiglia

                    In campo economico

Corsi di formazione Progetto per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi e urbani ( in Abruzzo) Partecipazione alle fiere più importanti per la promozione dell’artigianato artistico

                      In campo sociale

"Aiuti e Sogno a Natale" per i bambini Mentoring Interventi umanitari in Bosnia, Ruanda ed attualmente per il Kossovo, Adozioni a distanza.

                    In campo della salute  

Progetto Salute Donna: organizzazione di convegni ed incontri; accordi con Centri specializzati Campagna per l’olio d’oliva. Accordi con banche, assicurazioni, catenedi distribuzione anche finalizzati a nuovi prodotti specifici per la famigli

                   Le Attivita' Legislative

Numerose proposte di legge sono state presentate nel corso della legislatura dalle consigliere del Gruppo Progressista. Per molte non è stato ancora iniziato l'esame nelle relative commissioni consiliari. L'attenzione posta nelle proposte legislative ha riguardato prevalentemente le tematiche sociali e, all'interno di esse, la situazione femminile.
C'è peraltro un filo conduttore nella produzione legislativa che, partendo dalla famiglia e dal ruolo sociale, pone il problema del sostegno a questo istituto e alla donna la quale nella famiglia occupa un ruolo essenziale e insostituibile.
In questa logica sono state pensate le proposte di legge di sostegno alle famiglie e le proposte, attualmente all'esame della commissione competente, che prevedono incentivi economici per donne non occupate, in maternità, o per donne in attesa di separazione dal coniuge con figli a carico e senza occupazione.
Ancora alle donne ( ma non esclusivamente a loro ) che lavorano all'interno del nucleo familiare e senza alcun reddito, è destinata la proposta di legge che le assicura contro gli infortuni domestici.
Per le donne vittime di violenze all'interno delle mura domestiche è nata la proposta di legge che prevede l'istituzione di centri antiviolenza per la loro accoglienza e il sostegno.
Non sono state peraltro ignorate, nella produzione legislativa delle donne progressiste, le problematiche inerenti le fasce sociali più deboli: gli anziani ed i portatori di handicap.
La proposta di legge per l'istituzione del telesoccorso-telecontrollo, già licenziata dalla Commissione Sanità, è destinata precipuamente a persone anziane sole e in precarie condizioni di salute, e alle fasce sociali a maggior rischio di marginalità: portatori di handicap, giovani a rischio, tossicodipendenti.
Finalità di rivedere il sostegno non solo economico ma anche socio-sanitario ha anche la proposta di legge sugli handicap, di imminente discussione in Commissione Sanità e Affari Sociali.
Infine, finalizzata a sostenere il ruolo sociale delle donne e la loro capacità di curare un'impresa, è la proposta di legge sull'imprenditoria femminile, che sta per essere consegnata ai gruppi consiliari.
L'obiettivo di costruire, attraverso questo pacchetto di proposte legislative, condizioni che migliorino la qualità della vita delle donne e delle persone più fragili e meno protette, può essere conseguito se nei tempi rimasti prima della conclusione della legislatura, si arriverà alla loro discussione e approvazione in aula consiliare.
Sarebbe questa, tra l'altro, una possibile risposta a chi vuole vedere nella legislatura in corso solo intrighi, incapacità e inefficienze.
Ma soprattutto sarebbe la risposta a coloro che hanno creduto, votando le donne, nelle capacità, nel senso di responsabilità, nel rigore del ruolo istituzionale che le elette progressiste hanno cercato di interpretare ed onorare.
Gabriella Busonera
            

                     Sommario proposte di legge

 

· Sostegno alle casalinghe separate.

· Norme per l'istituzione di centri antiviolenza o case rifugio per donne maltrattate nella Regione Sardegna.

· Il riconoscimento delle "Status giuridico Sociale" della Maternità.

· Integrazione Sociale e professionale delle persone disabili.

· Le nuove norme di legge per la prevenzione del randagismo e l'istituzione dell'anagrafe canina in Sardegna.

· L'istituzione del servizio di telesoccorso-telecontrollo.

· Strutture e opportunità previste dalle leggi in materia di diritti alla salute, all'educazione, alla cultura, alla sicurezza sociale.

· La Regione tutela il lavoro domestico, che si esplica nell'ambito del nucleo familiare, riconoscendo ad esso una rilevanza sociale di pari dignità.

· Un nuovo status per la madre e il bambino.

· Le donne nell'impresa.

 
            Sostegno alle casalinghe separate:
Un sostegno finanziario alle casalinghe separate disposizioni a sostegno di donne coniugate non occupate e casalinghe, con uno o più figli a carico, con procedimento di separazione dal coniuge in corso: proposta di legge n. 412 presentata il 14 aprile 1998 da Gabriella Busonera, Ivana Dettori, Franca Cherchi, Amalia Schirru, Renato Cugini, Francesco Berna, Giancanlo Ghirra, Salvatore Zucca, Mariano Cucca.
Finalità. Sostegno alle donne non occupate e casalinghe con uno o più figli a carico, abbandonate dal coniuge.
Obiettivi. Consentire alle donne separate e senza reddito di provvedere a tutelare i propri diritti e il mantenimento dei figli in attesa della definizione delle pratiche della separazione.
Destinatarie. Le donne non occupate e casalinghe, non più giovanissime, abbandonate dal coniuge. Cosa prevede. La Regione Sardegna corrisponde un sostegno finanziario di 2 milioni di lire a donne non occupate e casalinghe, residenti da almeno 3 anni nella regione, di età non inferiore ai quarant'anni, con uno o più figli minori, o maggiorenni studenti non occupati, con procedimento di separazione dal coniuge in corso, che non beneficiano di alcuna altra indennità, Il sostegno è corrisposto dal Comune di residenza su domanda da presentarsi a partire dal sesto mese di separazione e fino a definizione della pratica, ed è incompatibile con altri trattamenti per malattia, per disoccupazione e integrazione salariale.
La vecchia Sala Consiliare di Via Porcu a Quartu S.E. Non piu' esistente.
Norme per l'istituzione di centri antiviolenza o case rifugio per donne maltrattate nella Regione Sardegna:
proposta di legge n. 439 presentata il 30 giugno 1998 da Gabriella Busonera, Ivana Dettori, Franca Cherchi e Amalia Schirru.
Finalità. Garantire solidarietà, sostegno e soccorso alle vittime di maltrattamenti fisici e psicologici, di stupri e di abusi sessuali extra o intrafamiliari, attraverso l'istituzione nel territorio della Sardegna, di centri di accoglienza e case rifugio capaci di rispondere alle necessità delle donne che si trovano esposte alla minaccia di ogni forma di violenza o che l'abbiano subita.
Obiettivi. Fornire alle vittime di violenze carnali, maltrattamenti e abusi extra o intrafamiliari aiuti pratici ed immediati, per sottrarle alle situazioni di pericolo e per ricreare condizioni di vita autonoma e serena.
Destinatarie. Le donne, anche straniere, con figli minori, vittime di maltrattamenti fisici e psicologici, di stupri e di abusi sessuali extra o intrafamiliari.
Cosa prevede. L'istituzione dì Centri di accoglienza e case rifugio, che offrano sia ospitalità che orientamenti legali, consulenza psicologica e assistenza sociale, almeno in ogni capoluogo di provincia dell'Isola, gestiti attraverso convenzioni con enti o associazioni che abbiano tra i loro scopi essenziali la lotta alla violenza contro le donne e i minori, la prevenzione e la solidarietà alle vittime.
Gli interventi del Centro e la permanenza nel rifugio sono gratuiti almeno fino a novanta giorni. Nel caso di donne che si trovino nell'impossibilità di rientrare nell'abitazione originaria, i Comuni dovranno garantire adeguata assistenza alloggiativa. Viene peraltro prevista una riserva di alloggi di edilizia residenziale pubblica, di cui all'articolo 14 della legge regionale n. 13 del 1989, a favore di donne vittime di violenze in famiglia, laddove siano iniziati i relativi procedimenti giudiziari.
Il riconoscimento delle "Status giuridico Sociale" della Maternità:
Riconoscere uno "status giuridico" e il diritto alla scelta
delle donne casalinghe, tutelandole attraverso il riconoscimento del valore sociale della maternità.
La Regione deve corrispondere un'indennità di maternità alle donne che si dedicano al lavoro domestico. Disposizioni a tutela della maternità delle donne non occupate: proposta di legge n. 407 presentata il 2 aprile 1998 da Gabriella
Busonera, Renato Cugini, Francesco Berna,
lvana Dettori, Giancarlo Ghirra, Salvatore
Zucca, Franca Cherchi, Amalia Schirru,
Mariano Cucca.
Finalità. Riconoscere uno "status giuridico" e il diritto di scelta delle donne casalinghe tutelandole attraverso il riconoscimento del valore sociale della maternità.
Obiettivi. Proteggere e incentivare alla maternità quelle donne che per motivi di reddito rinuncerebbero a realizzare questa funzione.
Destinatarie. Le donne che si dedicano al lavoro domestico.
Cosa prevede. La Regione Sardegna corrisponde un indennità di maternità alle donne residenti nella regione da almeno 5 mesi, non occupate, che non beneficino di altre indennità, e che abbiano un reddito pari o inferiore a quello stabilito per l'ottenimento della pensione sociale. L'importo dell'indennità è di lire 500.000 al mese e viene corrisposto per i due mesi antecedenti la data prevista del parto e per i tre mesi successivi, in un'unica soluzione; esso può essere adeguato annualmente con delibera della Giunta regionale in conformità alla variazione dell'indice del costo della vita.
L'indennità è corrisposta dall'INPS su domanda dell'interessata da presentarsi a partire dal compimento del sesto mese di gravidanza ed entro il termine perentorio di centottanta giorni dal parto. Gli uffici dell'INPS provvedono agli accertamenti amministrativi.
Integrazione Sociale e professionale delle persone disabili
Norme per favorire l'integrazione sociale e professionale delle persone disabili: proposta di legge n. 436 presentata il 24 giugno 1998 da Amalia Schirru, Renato Cugini, Mariano Cucca, Gabriella Busonera, Ivana Dettori.
Finalità. Disciplinare e organizzare gli interventi per la realizzazione di servizi di aiuto personale dei disabili fisici, psichici e sensoriali; di servizi di accoglienza e residenzialità dei disabili pluriminorati e oravi, privi di sostegno familiare e di risorse economiche capaci di sostenere le diverse forme finanziarie di compartecipazione al costo dei servizi; di attività che favoriscano la vita di relazione ed integrazione umana e sociale delle persone disabili con interventi personalizzati, finalizzati a migliorarne le opportunità di vita.
Obiettivi. Promozione e sostegno di iniziative di sensibilizzazione culturale, informazione e coordinamento delle attività di documentazione e consulenza nell'area della disabilità, avvalendosi dell'apporto e della collaborazione della rete dei centri di documentazione handicap, degli enti pubblici, delle Università e di ogni altro ente, istituzione, associazione di natura pubblica o privata.

Destinatari. Portatori di disabilità che si trovano in situazione di grave limitazione dell'autonomia personale, e cioè ciechi, sordomuti, invalidi permanenti, persone che presentano minorazioni fisiche, psichiche, sensoriali stabilizzate o progressive tali da determinare processi di svantaggio sociale e di emarginazione.
Cosa prevede. La Regione Autonoma della Sardegna disciplina e organizza interventi per la realizzazione di servizi di aiuto personale dei disabili fisici, psichici e sensoriali, di servizi di accoglienza e residenzialità dei disabili pluriminorati e gravi, privi di sostegno familiare e di risorse economiche capaci di sostenere le diverse forme finanziarie di compartecipazione al costo dei servizi; di attività che favoriscano la vita di relazione ed integrazione umana e sociale delle persone disabili con interventi personalizzati, finalizzati a migliorarne le opportunità di vita.
La Regione Sarda riconosce e assicura le persone disabili ad esercitare il diritto e dovere di cittadino nel campo sociale e dell'occupazione, ed esercita il controllo sull'applicazione delle leggi vigenti in materia di lavoro, di collocamento obbligatorio, di formazione professionale per favorirne l'inserimento nelle aziende o società. A tal fine incentiva le aziende o imprese con contributi straordinari pari al 50% della retribuzione per i primi tre anni, prestiti a tasso agevolato, assistenza tecnica e agevolazioni per adeguare le strutture e i laboratori, ed individua criteri di priorità per l'accesso alla frequenza di corsi di formazione professionale, anche non specifici per disabili.
La Regione promuove e sostiene iniziative di sensibilizzazione culturale ed informazione e coordina, direttamente o attraverso convenzione, le attività di documentazione e di consulenza nell'area della disabilità.
Sono previsti interventi delle Province, delle Aziende ASL e dei Comuni in materia di funzioni e competenze per programmi d'informazione e educazione sanitaria della popolazione, di prevenzione, di assistenza, fornitura gratuita di protesi, consulenza alle famiglie, promozione della partecipazione dei disabili ad attività ricreative, sportive e culturali.
Viene istituita la Consulta Regionale per le politiche a favore delle persone disabili con il compito di esprimere pareri e valutazioni sui programmi e le politiche regionali per i problemi della disabilità.
La Consulta propone modifiche ed aggiornamenti della normativa, promuove indagini, ricerche, studi e iniziative di interesse regionale finalizzate ad una qualificazione ed integrazione degli interventi nei confronti dei disabili.

Le nuove norme di legge per la prevenzione del randagismo e l'istituzione dell'anagrafe canina in Sardegna.
Gabriella Busonera, Mariano Cucca e Ivana Dettori, consiglieri regionali del Gruppo Progressista Federativo-DS, si sono battuti nella Commissione Sanità per rendere operante la nuova legge regionale sul randagismo. "Questa legge - sostengono - potrà essere finalmente operativa. Abbiamo infatti approvato il regolamento di attuazione della legge n.281 del 1991 e delle leggi regionali n.21 del 1994 e n.35 del 1996, relative alla prevenzione del randagismo. Dopo il voto finale in aula, si potrà passare all'applicazione delle norme in materia di protezione degli animali e per l'istituzione dell'anagrafe canina".
"La legge regionale n.21 - informano Gabriella Busonera, Mariano Cucca e Ivana Dettori - nasce dall'esigenza di controllare il fenomeno del randagismo, che aveva ed ha ancora oggi le sue punte massime nel periodo estivo. È proprio durante l'estate che cani e gatti vengono abbandonati. Con le nuove norme diventerà più difficile, ed in ogni caso il randagismo verrà frenato. In particolare entra in vigore una normativa organica e puntuale diretta ad assicurare la tutela delle condizioni di vita degli animali domestici, e che consente di migliorare il loro rapporto con l'uomo e con la natura".
L'istituzione del servizio di telesoccorso-telecontrollo:
proposta di legge n. 136 presentata il 29 settembre 1995 da Ivana Dettorl, Pier Sandro Scano, Francesco Berna, Renato Cugini, Giancarlo Ghirra, Gabriella Busonera, Mariano Cucca, Franca Cherchi. Approvata dalla Commissione Sanità il 9 luglio 1998 ed inviata al parere finanziario.
Finalità. Prevenire e rimuovere situazioni di bisogno, di emarginazione derivanti da insufficienti risorse economiche o da uno stato di solitudine dei cittadini e delle cittadine che sono portatori di handicap o che sono anziani o in precarie condizioni di salute e senza alcun sostegno familiare; esercitare una funzione di rottura dell'isolamento dell'assistito, stimolandone l'attività, la socializzazione e risvegliandone gli interessi; fornire un sostegno psicologico, affettivo, evitando gli stati di depressione; monitorare le eventuali situazioni di rischio personale ed ambientale; verificare la confidenza acquisita dall'utente nell'uso dell'apparecchio in dotazione; svolgere utili compiti di segretariato sociale.
Obiettivi. Aiutare la famiglia che ha nel proprio nucleo soggetti con problemi, e consentire il mantenimento e il reinserimento dell'anziano o del portatore di handicap nel proprio nucleo familiare o nel proprio ambiente di vita, evitandone il ricovero in strutture pubbliche o privata, onde anche consentire un risparmio di risorse pubbliche.
Destinatari. Gli anziani e le anziane, i portatori e le portatrici di handicap, tutti quelli che, anche se temporaneamente, non sono autosufficienti e per tutte le persone in situazioni di marginalità.
Funzioni. Il telesoccorso-telecontrollo è un sistema organizzativo per gestire qualsiasi tipo di emergenza, dall'insorgenza del bisogno alla conclusione dello stato di allarme. Esso funziona a mezzo telefono e, mediante questo apparecchio, l'assistito è collegato ad un centro operativo 24 ore su 24. Ogni utente è dotato di un apparecchio del peso di pochi grammi provvisto di un bottoncino che, se premuto, fa immediatamente scattare un segnale di allarme nella centrale operativa. Il Centro è in grado di attivare tempestivamente un intervento urgente di un parente, di un conoscente, del vicino di casa, degli operatori dei servizi di aiuto domiciliare, degli operatori del pronto soccorso, del medico di famiglia, dei vigili de] fuoco, delle forze dell'ordine, perché ogni emergenza possa essere risolta in tempi brevissimi. Cosa prevede. L'istituzione e la disciplina nel territorio regionale del servizio di telesoccorso e telecontrollo per 24 ore al giorno. L'attivazione del servizi ( sarà richiesta da Comuni o loro consorzi che dovranno presentare un piano triennale di interventi. I piani dovranno prevedere le procedure per determinare li modalità di accesso al servizio, il numero degli aventi diritto, l'attribuzione delle responsabilità per h gestione e le modalità di gestione della strumentazione, l'individuazione dei collegamenti fra servizi sociali e sanitari, la dotazione in comodato d'uso delle apparecchiature necessarie a raccogliere i segnale di allarme e la descrizione delle caratteristi che del servizio e delle strumentazioni usate. Il servizio viene affidato dai Comuni o loro consorzi mediante appalto-concorso pubblico, a imprese società o cooperative che abbiano fra i loro compiti quelli propri del servizio stesso e che offrano le necessarie garanzie di competenza.
Strutture e opportunità previste dalle leggi in materia di diritti alla salute, all'educazione, alla cultura, alla sicurezza sociale.
Sostegno finanziario alle famiglie con a carico persone anziane e handicappate gravi. Interventi regionali in favore delle famiglie:
proposta di legge 11. 166 presentata il 24 novembre 1995 da Gabriella Busonera, Ivana Dettori, Franca Cherchi, Pier Sandro Scano, Giancarlo Ghirra, Renato Cugini, Francesco Berria, Mariano Cucca, Gavino Diana, Bachisio Falconi, Paolo Fois, Siro Marrocu, Antonio Obino, Salvatore Sanna, Piero Usai, Salvatore Zucca.
Finalità. Tutela dei diritti della famiglia intesa come luogo di affetti e di responsabilità liberamente assunte. di autodeterminazione e pari dignità dei suoi componenti e di reciproca solidarietà. che svolge un ruolo fondamentale nella crescita e nella formazione delle persone e contribuisce in modo determinante a definire i valori e le forme delle relazioni sociali.
Obiettivi. L'assunzione di responsabilità da parte delle Istituzioni sta a livello nazionale che locale, in ordine all'offerta di prestazioni e serviti di carattere universalistico. come ad esempio la scuola e la sanità, sia all'integrazione e al sostegno dell'opera della famiglia stessa e all attivazione di politiche sociali che riducano no le diseguaglianze tra i cittadini determinate dalle situazioni familiari ed attivino misure di sostegno alle responsabilità familiari.
Destinatari. Le famiglie. Cosa prevede. La tutela dei diritti delle famiglie considerate strutture sociali primarie della società attraverso le "azioni di politica per le famiglie" che consentano di mettere a loro disposizione le strutture e le opportunità previste dalle leggi in materia di diritto alla salute, all'educazione, alla cultura, alla sicurezza sociale, prevedendo accanto ai servizi anche sostegni alternativi e consulenza. La realizzazione di progetti affinché gli orari d'apertura al pubblico dei servizi educativi, sociali, sanitari e commerciali siano adeguati alle esigenze delle famiglie. Il sostegno finanziario per quelle famiglie che scelgano la permanenza delle persone anziane non autosufficienti e handicappate gravi presso il nucleo familiare d'appartenenza, che sostengano costi per la frequenza di figli minori presso asili-nido e scuole materne, che abbiano nel loro nucleo tossicodipendenti, malati di AIDS e malati mentali, che si trovino in condizioni di gravi difficoltà socioeconomiche con presenza di minori, anziani e handicappati nonché di emarginati per garantire loro il diritto alla casa, che siano meno abbienti e si costituiscano o si siano costituite nei due anni immediatamente precedenti l'entrata in vigore della legge. Il sostegno è previsto anche per persone sole meno abbienti con figli minori, Il reinserimento delle donne nel mondo del lavoro e la qualificazione e riqualificazione. La costituzione e la gestione di cooperative e società di donne che intendono operare nei settori dei servizi alle famiglie sono favoriti con strumenti idonei da parte della Regione. La realizzazione degli interventi è affidata alle Province e ai Comuni.
La Regione tutela il lavoro domestico, che si esplica nell'ambito del nucleo familiare, riconoscendo ad esso una rilevanza sociale di pari dignità.
Stipulare una convenzione con uno o più istituti di assicurazione per tutelare le
Persone casalinghe nei casi di infortunio.
Tutela infortunistica del lavoro domestico: proposta di legge n. 167 presentata il 24 novembre 1995 da Gabriella Busonera, Ivana Dettori, Franca Cherchi, Pier Sandro Scano, Giancarlo Ghirra, Renato Cugini, Francesco Berna, Mariano Cucca, Gavino Diana, Bachisio Falconi, Paolo Fois, Siro Marrocu, Antonio Obino, Salvatore Sanna, Giuseppe Sassu, Piero Usai, Salvatore Zucca.
Finalità. Rivalutare il lavoro domestico e considerarlo dal punto di vista infortunistico di pari dignità rispetto al lavoro al di fuori delle mura domestiche; gettare le basi per la creazione di una coscienza finalizzata alla prevenzione di fattori di rischio nell'ambito dell'ambiente domestico.
Obiettivi. Prevenzione e tutela del lavoro domestico da chiunque effettuato riconoscendo ad esso una rilevanza sociale e pari dignità con quello svolto in altri ambiti, al fine di ridurre gli incidenti.
Destinatari. Le persone casalinghe.
Cosa prevede. La Regione tutela il lavoro domestico, quello cioè che si esplica nell'ambito del nucleo familiare, da chiunque effettuato, riconoscendo ad esso una rilevanza sociale e pari dignità con quello svolto in altri ambiti. La Regione stipula una convenzione con uno o più istituti di assicurazione per tutelare le persone casalinghe nei casi d'infortunio. Le persone casalinghe inoltrano la domanda per i contributi di integrazione alla copertura assicurativa al Presidente della Giunta regionale. Ai fini dell'assegnazione la data del protocollo stabilisce la priorità tra le domande a parità di requisiti. I richiedenti non devono essere titolari di redditi superiori a 12 milioni annui, né di redditi per i quali è prevista l'iscrizione all'INAIL, non devono appartenere ad un nucleo familiare con un reddito complessivo superiore ai 30 milioni annui, né ad un nucleo familiare che si avvalga di prestazioni lavorative riconducibili alla collaborazione domestica; infine devono essere cittadini italiani e risiedere in un comune della Regione da almeno tre anni o essere coniugati con persone in possesso dei medesimi requisiti.
Un nuovo status per la madre e il bambino
Diritto della partoriente, del nuovo nato e del bambino ospedalizzato: proposta di legge presentata da Ivana Dettori, Gabriella Busonera, Franca Chercbi, Amalia Scbirru, Renato Cugini, Francesco Berna, Giancanlo Ghìrra, Salvatore Zucca, Piero Usai.
Finalità. Favorire il benessere psicofisico della donna e del nascituro durante la gravidanza, il parto e il puerperio; promuovere l'informazione e la conoscenza sulle modalità di assistenza al parto e sulle pratiche sanitarie in uso presso le strutture del servizio sanitario regionale; assicurare la libertà di scelta circa i luoghi ove partorire e la continuità del rapporto familiare e affettivo, dello sviluppo psichico e di quello cognitivo del minore durante il periodo di ospedalizzazione.
Obiettivi. Contribuire a ridurre i fattori di rischio incidenti sui tassi di morbilità e mortalità materna e neonatale, tutelare i minori ricoverati nelle strutture sanitarie.
Destinatari. Le donne in gravidanza, i neonati e i minori ospedalizzati.
Cosa prevede. L'organizzazione da parte delle Aziende ASL di corsi di preparazione alla nascita e alla cura del neonato. La possibilità del parto ospedaliero con l'adozione di misure che favoriscano lo
svolgimento del parto nel rispetto delle condizioni fisiche, psicologiche e sanitarie della donna e del nascituro, e di quello a domicilio per il quale l'Azienda sanitaria locale si avvale di personale ostetrico anche in regime di convenzione.
Nel caso della mancata istituzione del servizio per il parto a domicilio, vengono rimborsate le spese sostenute per lo stesso, fino ad un massimo di L. 1.500.000.
L'istituzione della Casa di maternità, una struttura di accoglienza con il fine di ricostruire un habitat il più possibile familiare dove la donna viva il parto come un fatto naturale. Essa è ubicata in spazi adiacenti ai servizi ospedalieri. L'organizzazione della Casa di maternità è definita entro 90 giorni dalla Giunta regionale.
Favorire condizioni per la permanenza della madre, del padre e del bambino nella stanza della puerpera onde facilitare l'evolversi del rapporto psico-affettivo e di relazione tra i tre soggetti.
Favorire inoltre l'effettuazione programmata di visite e di screenings neonatali per la diagnosi di malattie endocrino-metaboliche, la rilevazione di malformazioni congenite e la profilassi di infezioni.
Permettere l'accesso e la permanenza dei genitori o di persone di loro fiducia nell'intero arco delle 24 ore per garantire la tutela affettiva dei minori ricoverati nelle strutture sanitarie. Solo in presenza di motivate esigenze terapeutiche o igienico sanitarie, i sanitari curanti possono disporre limitazioni agli ingressi e alle permanenze.
Procedere all'allestimento di locali per svolgere attività ludiche e per eventuali attività scolastiche condotte da educatori e insegnanti volontar

                                Le donne nell'impresa:

Per consolidare il lavoro femminile e consentire una qualificata presenza delle donne sul mercato.

Si tratta di norme a sostegno della creazione, sviluppo e riqualificazione dell'imprenditorialità femminile:
proposta di legge presentata da Franca Cherchi, Gabriella Busonera, Ivana Dettori, Amalia Schirru. Finalità. Istituire un fondo regionale straordinario diretto a promuovere l'imprenditoria femminile in Sardegna in settori economici e innovativi.
Obiettivi. Consolidare il lavoro femminile e consentire quindi una qualificata presenza delle donne sul mercato.
Destinatari. Le imprese operanti nel territorio sardo con numero addetti non superiore a 50 dipendenti. che presentino caratteri di innovazione nel prodotto, nel processo o nel modello organizzativo e che siano imprese individuali di cui Siano titolari donne, oppure società nelle quali i 2/3 di capitale sociale siano di proprietà di donne e nelle quali la compagine sociale e gli organi di amministrazione siano costituiti da donne.
Cosa prevede. Contributi in conto capitale per l'avvio dell'impresa. in conto interessi su finanziamenti ottenuti per l'avvio e per interventi innovativi e contributi per la formazione del personale. La Regione potrà stipulare convenzioni con organismi collettivi di garanzia, fidi, nonché con le società finanziarie a partecipazione pubblica e non.
La Regione può garantire l'assistenza tecnica avvalendosi di sportelli informativi già esistenti o previsti da altre leggi regionali per il primo orientamento, e garantire altresì consulenza alle imprese femminili, attraverso la collaborazione con le associazioni di categoria operanti nel territorio.

Attività/manifestazione della regione Campania

POMIGLIANO D’ARCO (NA)

20 Dicembre 1999

Folklore e solidarietà In collaborazione con il Comune e la Società cooperativa "Circuito in", la Sede diretta da Dominique Testa ha presentato la quinta edizione di "Campania, Arte-Cultura-Folklore", patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Regione Campania. L’obiettivo della manifestazione è stato la promozione del patrimonio culturale della Campania. Nell’ambito dell’iniziativa si è inserito il progetto "Viaggio nella cultura (Napoli nel mondo)" dove sono stati proposte canzoni, musica, prosa della cultura partenopea nell’arco di cinque secoli, da Salvatore Di Giacomo a Totò. Il tutto nella sala Consiliare del Comune, che ha salutato l’esibizione del gruppo "Circuito in". Si sono esibiti: Antonello Rondi accompagnato dal maestro Bruno Vitale, Lino Cavallaro, Claudio Carluccio, Marisa Carluccio. Ha condotto lo spettacolo il prof. Aldo Cozzolino. Durante la serata sono stati distribuiti assaggi della gastronomia campana preparati dalle Socie. Il 5 gennaio sono stati raccolti sotto "L’albero della solidarietà" collocato in via Felice Terracciano da Circuito In, i regali offerti da Federcasalinghe per i bambini della "Città educativa" delle suore Salesiane, per il progetto "Un sogno a Natale". I doni sono stati poi consegnati ai bimbi nella sede della "Città Educativa", dopo no spettacolo di varietà eseguito dagli studenti delle scuole locali. Presenti alla manifestazione l’assessore alla "Città Educativa" Giovanna Disarmato, l’assessore al Bilancio Flora Di Monda, il direttore del liceo musicale "Paisiello", Salvatore Caiazzo, il presidente di Circuito In, Franco Leone, un rappresentante della S.M.S., Mauro Leone. Ha contribuito al buon esito dell’iniziativa Full Time Service. L’iniziativa "Un sogno a Natale" si è inserita in "Natale in città ‘99".

          Notiziario Attività sociali
SANITA': OSTEOPOROSI, ANCHE A BARI TAVOLO FEDERCASALINGHE

Insieme ad altre 23 citta' italiane, la raccolta di 
firme promossa da Donneuropee federcasalinghe per chiedere il 
riconoscimento dell' osteoporosi quale malattia sociale. Nel 
capoluogo pugliese il tavolo sara' posto venerdi' prossimo in 
via Sparano dalle 10 alle 18.
Con questa iniziativa, che si tiene in occasione della 
giornata mondiale dell' osteoporosi, la Federcasalinghe intende 
sollecitare la promozione di campagne informative e di programmi 
di tutela per prevenire e combattere la patologia e per l' 
inserimento in fascia A, per tutti, dei farmaci in grado di 
curarla.
Secondo i dati riportati dalla Federcasalinghe, i costi 
sociali dell' osteoporosi in Italia sono elevatissimi: sono tre 
milioni le persone che ne soffrono, un milione delle quali con 
fratture. Le spese per le cure mediche, chirurgiche e 
riabilitative associate alla patologia superano ogni anno il 
miliardo di lire, mentre piu' di 440 miliardi di lire sono spesi 
ogni anno per la sola copertura dei costi ospedalieri delle 
fratture del femore da osteoporosi. (ANSA).
 

POMIGLIANO D'ARCO
17/10/2000 10:57

                            ( parte delle iniziative)

Ø      II GIORNATA EUROPEA SULLA SICUREZZA DEGLI AMBIENTI DI VITA

10 - 11 Dicembre 2004 Palazzo dei Congressi, Via Matteotti 1 – Pisa

SICUREZZA dell'ABITARE Le RADICI dell'INNOVAZIONE

Comitato promotore: Regione Toscana, INAIL, Consiglio Nazionale delle Ricerche, CENSIS. DonnEuropee Federcasalinghe, Holding Famiglia

 Ø      Intesa di collaborazione con il PIT area Nolana e piano di Zona Ambito 11

 Ø      Informafamiglia: progetto formazione professionale nazionale per operatrici di sportello presso

pubbliche amministrazioni, quindi  in partenariato con province e comuni.

o       Il Comune di Teramo e Provincia hanno aperto nel 2002 n°22 - “Sportello InformaFamiglia”

gestiti dalla Federcasalinghe  Donneuropee.

o       In Campania pur se riconosciuti d’interesse sociale rilevanti i sportelli sono basati solo sul volontariato

e sulla solidarietà (siamo alla ricerca di un adeguato finanziamento) il progetto è stato presentato alla Provincia di Napoli

Ø      “Settimana del sviluppo sostenibile”: dal 22 al 26/09/04

-  “A scuola vado da solo con il mio sindaco”

              - “Puliamo il mondo”

Ø      Progetto sul sviluppo sostenibile presento in parteneraito con il comune di Pomigliano d’arco (Na) al ministero del ambiente

 Ø      Progetto UNRRA. Fondo lira. Progetto per un centro di aggregazione nel comune di Bvusciano (Na)

 Ø      Progetto sulla legge 145 sulla tossicodipendenza ambito Na 12

 Ø      Iniziativa “Mille Piazze per gli Anziani” in partenariato con “the ageing Society” osservatorio della longevità di massa

 Ø      Segretariato Sociale Ambito Territoriale NA 12- protocolo d’intessa di collaborazione

 Ø      Inserimento come Osservatori al tavolo della verifica dei costi presso il prefetto di Napoli.

 Ø      “Forum per la Sicurezza Urbana”Pomigliano d’Arco (Na) & Provincia di Napoli - 5 & 6 aprile 2004

 Ø      Corso “L’Europa per l’alfabetizzazione informatica delle Donne Adulte”  Prot: n° 1587 del 2004 –

Ø      Anno scolastico 2003/2004 in collaborazione Con L’I.T.I.S. Balsanti di Pomigliano d’Arco(Na), del

Ø      M.I.U.R. (Direzione Generale Relazioni Internazionali) e della Comunità Europee. 

 Ø      2003 Progetto Gilda – Guida Impresa Lavoro Donne Attive - Ricerca-Intervento - finanziato dal                                         

Ministero  Lavoro (L.125)   Questionario di rilevazione della Posizione lavorativa verso il mercato del  

lavoro pubblico e Privato , e dei problemi connessi allo sviluppo  della carriera e dei fabbisogni formativi

     (Ministero del Lavoro - CULT Culturadimpresa S.p.A. -DonnEuropee-Federcaslinghe)

 Ø      “Osteoporosis Day 2003” 20 ottobre 2003, Campagna di prevenzione.

 Ø                   “Donne in cantiere”.

L’impianto progettuale è stato curato dall’Agenzia “Città del Fare” in paternariato con l’associazione D&S,   l’associazione Donneuropee-Federcasalinghe, il dipartimento di matematica e statistica  dell’Università di Napoli  Federico II°, la CNA e il comune di Cardito misura 3.14 del POR Campania “Promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro”.(non finanziato)

 Ø   1° Salone del Consumatore” tenutosi a San Leucio nel dicembre 2002 abbiamo collaborato allo svolgimento della manifestazioni.

  Ø      “La Campania in Campagna contro il Colesterolo” dal 30 settembre al 6 ottobre 2002, grande iniziativa d’informazione e di prevenzione delle malattie cardiovascolari:

 Ø      “The  Ageing Society” Congresso 2002 Longevità e salute nel III millennio – Roma - Temi ed i problemi

 socio/sanitari, connessi al crescente fenomeno della longevità di massa

Ø      “Osteoporosi Day 2002” 20 ottobre 2002  Campagna di  prevenzione.

Ø   “The Ageing Society” Congresso 2001 Salsomaggiore “Osservatorio della longevità di massa”

 Ø    Cooperativa DONNARTE di Caltagirone, nata nel Luglio 2001, è  una cooperative di produzione

       (mostre, corsi di formazione, turismo …) ed è formata da sole Donne.

 Ø   Partenariato del P.T.O. Area Napoli Nord Est della Provincia di Napoli, del P.I.T.attualmente

Città del Fare S.C.p.A.

 Ø   Corso “Operatrice di Sportello InformaFamiglia” P.T.O Area Nord-Est della Provincia di

Napoli Progetto n°NEN 022 nel 2000-2001

 Ø       “Pomigliano d’arco Sostenibile nel 2010” partecipazione all’iniziativa Eeropean Awareness Scenario Workshop

organizzata dall’ufficio CICO di Pomigliano d’Arco (Na) in collaborazione con Fondazione Idis e Città della Scienza

nei giorni 21-22 gennaio 2000 presso la Città Educativa di Pomigliano d’Arco

 Ø      Esercitazione Protezione Civile – Pomigliano d’Arco“Napolia 98”partecipazione.

 Ø      “Sportello Informa Famiglia” anno 1999/2000 presso il comune di Brusciano e Pomigliano D’arco (Na)

 Ø      “Centro d’ascolto Caritas di Brusciano (Na)”partecipazione anno 1997/2000

 Ø      “ Banca del Tempo”Anno 1997/2000 presso il comune di Brusciano

 Ø   Progetto “Informatore Euro” (mediatore) in collaborazione con la Comunità Europea,

Ministero del Tesore, CittadinanzAttiva e i comuni di Pomigliano d’Arco (Na), Brusciano (Na),

Mariglianella (Na), Nola (Na) organizzando Feste dell’Euro.nel 2001

 Ø   Collaborazione nel Progetto Transnazionale “Euro Facile” delle DGXXIV della Comunità Europea

in collaborazione con CittadinanzAttiva nel 1999/2000 (elaborazione materiale informativo per

le fasce sociale più debole).

 Ø      Consulta Regionale Femminile anno 1998 “La Campania tra rosa e nero” rapporto sul lavoro sommerso femminile:

 Ø   progetto per la promozione dell’olio d’oliva in collaborazione con C.B.O al  finanziato dalla

Comunità Europea nel 1997

 Ø   Bed and Breakfast: progetto formativo per gruppi di donne , specialmente in Italia del nord, che hanno poi costituito cooperative

.Ø      Partecipato al “corso di formazione per la prevenzione del disagio giovanile e della tossicodipendenza”

Realizzato con la cooperativa  Graffiti dall’8/01/94 al 18 /01/95 in collaborazione con il comune di Pomigliano d’Arco (Na)

 Ø   Mamma di giorno: progetto formativo per la costituzione di asili nido presso famiglie.

 Ø   Progetto “Aurum Donne” corso di Arte Orafa della cooperativa Domino di Catania , nata sei  anni fa di

DonnEuropee Federcasalinghe , finanziato dal Ministero del Lavoro, grazie alla L. 125 sulle Pari Opportunità.

  ·         Ogni anno si organizza al livello locale varie iniziative:

·        Progetto  Benessere: ciclo di 12 cure termali

·        Un sogno a Natale: iniziativa per i bambini con disagio socio economico

·        Campagna di Uova di Pasqua ,Stelle di Natale, a  favore del  A.N.T. (Associazione Nazionale Tumori),

del A.I.L. (Associazione Italia contro le Leucemie)

·        Stagione Teatrale: a prezzi sociali

·        Gite, visite guidate,  programmi televisivi, ...

·        Conferenze- Dibattito: salute, attualità, prevenzione, ...

·        Mostre, incontri, sagre,  feste e vari.

  ·         e tante altre iniziative a livello  nazionale:

¨      Riconoscimento della Lavoro Casalingo,

¨      Assicurazione Infortunio Casalingo INAIL,

¨      assegno maternità per le donne casalinghe e non occupate,

¨      assegno per i  tre figli minori carico,

¨      assegno per i libri di testi,

¨      Fondo Pensione Complementare Casalingo   “Fondo Pensione Famiglia”  possibile anche con abbuoni sulla spesa